Sabato 26 settembre 2026, nelle sale in pietra del Bierbaum 1599 di Cagliari, si è tenuto il primo esame BJCP organizzato da Ichnos Beer Union (IBU),
Alle 11:00 in punto, quindici partecipanti hanno preso posto ai tavoli con scoresheet, matite ,dell' acqua e Crackers.Pronti a cominciare la prova
A sorvegliare la prova c'erano Mario Garzilli , organizzatore , National BJCP e socio IBU e due proctor d'eccezione:
Daniele Cogliati, Master BJCP, uno dei due presenti in Europa;
Cristian Bordonaro, birraio del birrificio Meltz.
Prima dell'assaggio Mario ha illustrato le istruzioni dell'esame, e persentato i proctor ai partecipanti.
Partecipanti da tutta la Sardegna e non solo .C'è chi ha dovuto prendere un aereo e arrivare qualche giorno prima e chi, da La Maddalena, ha dovuto affrontare un lungo viaggio ed una sveglia alle prime ore del giorno
Il formato è severo: 90 minuti in totale, quindi 15 minuti per ogni birra. In questo tempo il candidato deve osservare, annusare, assaggiare e mettere per iscritto la propria valutazione,
Le sei birre in degustazione, anonime e identificate solo da un numero e lo stile , erano:
3B Bohemian Pilsner
23G Gose
21A American IPA
16C – Tropical Stout
20A – American Porter
26D – Belgian Dark Strong Ale
Lo spettro era volutamente ampio: dalla lager chiara e pulita alla acida e salina, dal luppolo americano alle scure tostate, fino alla complessità dei lieviti belgi.Anche la varietà delle birre fa parte della prova. In un esame BJCP i campioni non vengono scelti per rendere la vita facile ai candidati: l'obiettivo è metterne alla prova la preparazione su più fronti. Ogni bicchiere pone una domanda diversa, e il giudice deve saper riconoscere lo stile, valutare l'esecuzione e adattare il proprio giudizio a ciò che ha davanti. E si spera, avvicinarsi il piu possibile al giuduzio dei Proctor
i partecipanti durante l'esame
Su ogni birra il candidato compila la scheda ufficiale BJCP: assegna fino a 50 punti (aroma, aspetto, gusto, sensazione in bocca, impressione generale), scrive commenti, segnala gli eventuali difetti e propone al birraio come migliorare la birra.
Oltre al punteggio, il candidato deve scrivere commenti su ciascun aspetto e segnalare i descrittori di difetto (acetaldeide, diacetile, DMS, fenolico, ossidato, solvente e così via). Infine deve dare suggerimenti concreti al birraio per migliorare la birra. Non basta dire se una birra piace: bisogna riconoscerne l'aderenza allo stile, valutarne l'esecuzione tecnica e comunicarlo in modo utile.
Questo esame è un passo significativo per la comunità brassicola sarda. Portare la certificazione BJCP a Cagliari significa offrire a homebrewer e appassionati un percorso di formazione riconosciuto a livello internazionale, e IBU intende continuare a lavorare in questa direzione.
Un ringraziamento va a Daniele Cogliati e Cristian Bordonaro per aver condotto la prova, a tutti i partecipanti per l'impegno e a Bierbaum 1599 per l'ospitalità.