C'è chi dice che la birra sia la bevanda più antica del mondo. C'è chi sostiene che sia la più democratica. La serata "Storie di Birra" ha dimostrato che è anche la più narrativa: ogni stile racconta un'epoca, ogni ricetta porta i segni del tempo in cui è nata.
È stato questo il filo conduttore della degustazione guidata organizzata da IBU – Ichnos Beer Union con Mario Garzilli, giudice certificato BJCP National, che ha condotto il pubblico in un percorso cronologico attraverso la storia brassicola mondiale in cinque tappe, ognuna abbinata a una birra scelta per rappresentare un'epoca precisa.
La prima ha introdotto la tradizione belga pre-industriale e il periodo precedente all'uso sistematico del luppolo, quando la fermentazione era ancora un processo empirico tramandato di generazione in generazione. La seconda ha spostato l'attenzione sull'Inghilterra industriale, raccontando il ruolo — paradossale — che il sistema fiscale britannico ha avuto nel definire uno degli stili più riconoscibili della tradizione birraria mondiale. Con la terza si è affrontata l'era delle basse fermentazioni: l'invenzione del frigorifero, le rivoluzioni scientifiche del XIX secolo e qualche episodio di spionaggio industriale che ha reso il racconto meno lineare di quanto ci si aspettasse.
Le ultime due birre hanno raccontato la contemporaneità. La quarta ha rappresentato il rinascimento brassicolo europeo — una Triple IPA ad alta gradazione costruita attorno a profili fruttati intensi, esempio di come la nuova generazione di birrai europei abbia saputo unire la tradizione delle birre forti alla libertà espressiva della craft beer moderna. . La quinta, aggiunta fuori programma, ha chiuso il percorso con un esempio concreto della filosofia americana: nessun limite di stile, ingredienti spinti all'estremo, intensità senza compromessi.
🍻Boon Oude Geuze — Preistoria e tradizione belga
Lambic a fermentazione spontanea La birra prima del luppolo, prima dell'industria, prima della chimica. La Boon Oude Geuze ha aperto il viaggio portandoci nell'epoca in cui la fermentazione era affidata all'aria stessa — un mistero che i mastri birrai belgi avevano imparato a governare secoli prima che la scienza trovasse le parole per spiegarlo.
🍻Marble Chocolate — L'Inghilterra e il fisco creativo
Stout Poche cose hanno influenzato la birra quanto le tasse. Il sistema fiscale inglese sul malto tostato ha forgiato involontariamente uno degli stili più amati al mondo. La Marble Chocolate lo ha raccontato sorso dopo sorso, accompagnata dagli aneddoti coloriti di Mario Garzilli su una delle stagioni più fertili — e bizzarre — della storia brassicola britannica.
🍻Augustiner Helles — Frigorifero, scienza e spionaggio
Munich Helles Lager L'invenzione del frigorifero ha cambiato tutto. Le basse fermentazioni, prima impossibili fuori dalle fredde cantine alpine, sono diventate accessibili ovunque — e con loro è nata la birra che il mondo intero avrebbe imparato ad amare. Inframmezzata da storie di spionaggio industriale e rivoluzioni scientifiche, l'Augustiner Helles è stata probabilmente il capitolo più ricco di colpi di scena.
🍻Brewski Triple Mangofeber — Il rinascimento europeo
Triple IPA Una birra ad alta gradazione costruita attorno a un profilo aromatico dominato dal mango, che unisce la struttura corposa delle birre forti della tradizione europea alla libertà espressiva della craft beer moderna. Un esempio concreto di come la nuova generazione di birrai abbia saputo reinterpretare le basi senza snaturarle — prendendo la complessità di una tripel e indirizzandola in una direzione inaspettata.
🍻Founders KBS — Fuori programma all'americana
Kentucky Breakfast Stout — birra d'eccezione Caffè, bourbon, cioccolato fondente, maturazione in botte. La Founders KBS non era in programma, ed è arrivata come il miglior finale possibile: la dimostrazione pratica di cosa succede quando si decide di non avere limiti. La filosofia americana del "perché no?" applicata alla birra, in tutta la sua magnifica eccedenza.
La parte tecnica si è intrecciata con il racconto: spiegazioni, aneddoti e note di degustazione si sono alternati con un ritmo che ha tenuto viva l'attenzione dall'inizio alla fine.
Il locale ha fatto la sua parte: un ambiente informale, a misura di conversazione, dove la distanza tra il pubblico e il relatore si è azzerata . A fine serata c'era ancora voglia di parlare di birra — forse il miglior segnale che la serata aveva centrato il suo obiettivo